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G. D'Annunzio, Il piacere del cibo
Il piacere, Mondadori, 1990, pp. 152, 239

 

Pareva che tutti i confusi elementi accumulati in fondo a lui, ora combinati con la disposizion particolare della volontà, si trasformassero in pensieri con lo stesso processo per cui la digestione stomacale elabora i cibi e li cangia in sostanza del corpo.

[ ... ] Hai mangiato mai - diceva il Barbarisi allo Sperelli - certe confetture di Costantinopoli, morbide come una pasta, fatte di bergamotto, di fiori d'arancio e di rose, che profumano l'alito per tutta la vita?

La bocca di Giulia è una confettura orientale.

Vita, vita, vita!

Reminescenze

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BIBLIOGRAFIA