| Si
racconta che . . . . . Passato e presente delle tradizioni lastrigiane |
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| Pappa col pomodoro | |||||||||||||||
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Anche questa ricetta, di origini pisane e dintorni, è come tutte le zuppe nata dalla necessità di riciclare il "panduro". Dosi per quattro persone ½ Kg. di pane vecchio, minimo
quattro giorni, massimo... prima di ammuffire! Versare in una pentola del 18 (cm. ) la metà dell'olio, e porre sul fuoco facendoci rosolare leggermente la metà dell'aglio. (Consiglio di tagliare gli spicchi in due per il verso della lunghezza e di estrarre il germe, per neutralizzare un po' l'effetto micidiale sull'alito). Intanto avrete preparato i pomodori pelati e senza semi, tagliati grossolanamente. Mettetene metà insieme all'aglio sul fondo della pentola, con un poco di pepe o peperoncino. Quando cominciano a disfarsi, aggiungete tre lt. d'acqua. (Meglio più che meno). Intanto, tagliate il pane a tocchetti grossi come noci, o giù di lì. Quando l'acqua bolle, spegnete il fuoco e aggiustate di sale, e dopo una decina di minuti buttate nella pentola il pane, il resto dei pomodori, l'altra metà dell'aglio e metà del basilico. Mescolate, coprite la pentola e lasciate che il tempo lavori per voi... Dopo un'ora o due, rimettete la pentola sul fuoco, aggiungete il restante olio e il basilico, e con un mestolo di legno, mescolate vigorosamente, specie quando la pappa avrà ripreso a bollire. Quando questa avrà raggiunto la densità desiderata, portatela in tavola e scodellatela ben fumante.
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