| Si
racconta che . . . . . Passato e presente delle tradizioni lastrigiane |
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| ll nocino dei vecchi tempi | |||||||||||||||
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Tagliare le noci in quattro con il
mallo e metterle in mezzo litro di alcool puro, allungato con un bicchiere
di marsala aromatizzato con sei chiodi di garofano,sei grani di coriandolo,
e un pezzetto di scorza di cannella. Versare il tutto in un vaso di vetro
e aggiungere duecento grammi di zucchero; tappare e mettere al sole per
venti giorni. In seguito preparare uno sciroppo
con 200 g di zucchero in un quarto di litro d' acqua, aggiungerlo al resto
e lasciarlo riposare per altri dieci giorni. Filtrare una volta con la garza,
e due volte con la carta da filtro, poi imbottigliare. Si può bere subito, ma raggiunge l'optimum dopo tre anni. La magia di questo liquore casalingo,
oltre che nella semplicità, sta indubbiamente nella ritualità
della preparazione, che richiama l'immagine di una formula miracolosa. Si noti il numero 24 che compare
più volte, le noci spaccate in quattro. A San Giovanni poi, anticamente si
accompagnavano riti che si riteneva influissero sui vegetali, innalzandoli
alla sacralità del divino. Tradizione mutuata dalle feste pagane
della primavera, che avevano tra l'altro potere propiziatorio nella ricerca
del fidanzato o della fidanzata. Da qui l'usanza, durante la notte
dedicata al santo, di mettere fiori in un bacile , perché diventassero
più belli e miracolosi
. Al femminile, questo rito è sopravvissuto fino ai giorni nostri.
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