Tradizioni popolari di S.Stefano a CalcinaiaLastra a Signa - 1894 |
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tennato, gli fece fare dal fabbro il paio di tanaglie, e quando queste furono pronte, Sedicino andò ali' inferno. Quel giorno i diavoli erano in numero tuaggiore della prima volta, ma a Sedicino non dettero ombra alcuna. perché in un attimo strozzi, con le sue tanaglie spaventose quanti gli venivano dinanzi. Quando si vide padrone del campo, domandò ai pochi rimasti vivi l'anima, ma questi, cocciuti, vollero una terza prova, la prova dei pugni. A Sediolno questo dispiacque un poco, non perché avesse paura dei diavoli, ma perché temeva d'egapie sgridato dal prete, e per conseguenza di non ricevere più il regalo promesso. Per forza dovette dunque accettare la terza prova e si prese di nuovo lo spazio di tre giorni per potersi preparare. Intanto per dare al prete una prova che era stato all'inferno, si prese due o tre diavoli morti sulle spalle e si indirizzò verso la parrocchia. Il povero prete quando vide quello che Sedicino portava, si sentì venir male, e, non sapendo che fare dalla disperazione, si gettò nel bottino. Sedicino così rimase padrone di tutta la roba del prete e visse (('lice per molti anni. C'era una volta verso Empoli una famiglia cuwposta del babbo, della mamma e d'un figliuolo che era un po' scapestrato. La sera di Ognissanti stavano intorno al fuoco ragionando delle loro cose, quando il giovanotto, preso dalla scansi l'organino, disse che andava a fare una girata fuori. La mamma gli disse : -- Ma ti pare di fare questo sacrilegio ? A chi va fuori la sera di Ognissanti non pub mai succedere bene. Ti prego, non andare, se no stiamo troppo in pensiero. — Il giovanotto, che non sapeva nemmeno che cosa fosse la paura, non volle dar retta ai genitori ed usci di casa coll'organino. Fatti pochi |
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