ledi, venne finalmente ad aprirgli la serva la quale l'introdusse in una camera dove trovò tutte le fate arrabbiate perchè Giacco aveva loro sciupati) il ve- ariw a8giuuseuiiu: ìviartedi. Lina delle fate incominciò a cantare appena lo vide:
Viso qua, caro gobbitl.
Piglia questo gobbo e piantalo Il.
Casi dicendo gli misero sullo stomaco la gobba tolta al-l' altro, e cossi Giacco che volle liberarsi d'una gobba, dovette vivere sempre con due gobbe.
GIOVANNIN DALLE GRAN FORZE.
C'erano, molti ma molti anni or sono, due coniugi che avevano circa cinquant'anni. La donna che si chiamava Marietta era continuamente sgridata dal suo marito di nome Orfeo, perchb in tanti anni di matrimonio non era stata buona a regalargli un figlio. Un giorno i due sposi pensarono di andare dalle fate per domandare loro, che ne sapevano tante, un mezzo per potere avere un bambino. Una delle fate, mossa
insegnò loro il modo per avere dei figli, al patto però che le facessero un bel regalo. Loro naturalmente accettarono subito, e andarono, come aveva loro indicato la fata, in un certo hocrn a mangiare una certa erba, il cui nume non ci è stato però tramandato, la quale fa nascere i 8gliuoli.2 Marietta infatti, dopo qualche tempo, ingravido: figu-
rarsi la gioia ~1'flrfPn, pensando che avrebbe avuto nella sua
vecchiaia chi l'avrebbe sostentato: ma i due sposi, contenti com'erano, non pensarono pii, alle fate, o anche se ci pensa-
Raccontata da Cesare Bernardoni.
una tale virtii. nome sanno i lettori di Machiavelli, che tolse l'argo-mento della sua commedia dai frammenti di una commedia del greco Alexis, che porta per titolo La ,Vaid.'rgoreggsata, ai attribuisce all'erba tuan-
dragora.