Prospero domanda invece : Chi si siede nel mio focolare non possa alzarsi più. Dice Gesù: E tal grazia gli sia conceduta; ma lo prega di domandarne ancora una seconda, sperando che questa volta Maestro Prospero non mancherà di desiderare ia salvazion dell'anima sua. Maestro Prospero do-manda invece : Chi verrà e si affaccierà alla mia finestra non possa pis muoversi di li. Gesti tentenna il capo, ma par gli vuoi concedere anche codesta delle grazie : e quindi gli fa coraggio a chiederne una terza, ritenendo per sicuro che non potrà più mancare la richiesta della salvazione dell'anima. Niente affatto. Ei vuole che chi salirà sopra il fico innanzi alla sua bottega non ne possa più discendere. Gesù accorda, ma se ne va via con Giuseppe tutto scandalizzato nel vedere il bel capitale ch'egli à. In capo a due anni fissati dalla scritta gli appare il diavolo. Dice Maestro Prospero: in mi spiccio, intanto voi accomodatevi un poco sul focolare. 11 diavolo si asside e Maestro Prospero giù a scaldare il focolare, a scaldarlo tanto che brucia, e il diavolo a ' oltolarsi per ogni parte: ma ei non può uscire. Gli convien rinnovare la scritta per altri due anni. In capo ai due anni, il diavolo torna, ma non vuoi più entrare in casa e s'affaccia solamente alla finestra: povero a lui, vi rimane appiccicato. Per liberarsene, gli convien rinnovare la scritta per altri due anni. E, dopo due anni, eccotelo riapparire e ricordare a \laestru Pt.ospeto ch'è tempo. Maestre Prospero si veste e viene; ma, passando innanzi al fico, dice che, se ne potesse ancora maneiar sine, ei parti e be via contento. E il diavolo dice: Poiché vedo <che sta rolla (u mi vieni reale, io ti to' concedere anche codesto. Il fabbro si prova a corre fichi ; ma il fico è troppo alto, ei non ci arriva; si perde il *tempo, il diavolo s'impazienta; per farla più lesta ci sale su lui, ma non pu4 più discendere. Allora gli convien fare un'altra scritta, ch'egli cio e Maestro Prospero non si sono mai visti e non si vedranno mai più.
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