Tradizioni popolari di S.Stefano a Calcinaia

Lastra a Signa - 1894

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Gesł e Pipetta
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figliuolo gli metta in cala, non ne vuoi sapere e corre a denunsiarlo pressi'. U. podestà che senz'altri complimenti mette Carlo in carcere. Ma Carlo non se ne sgomenta, e, con un cerve suo stratagemma, riesce a fuggire. Alluis il podestà mette un bando, Che gli perdonerà se gli riesce di rubare ai contadini tutto il loro bestiame quando lo meneranno alla fiera di Pontedera. Che fa il nostro Carlo? Si lascia apparire in due diversi punti della strada come un impiccato. I contadini ne pigliano spavento, si sbandano e lasciano andare il loro bestiame, che Carlo raccoglie e si mena via in trionfo. I1 podestà vedendo il fistolo ch'egli è, gli propone allora un'altra prova, dopo la quale, di certo, gli perdonerà, sebbene l'intenzione sua sarebbe di pigliarlo; e la prova è questa: che mentre il podestà dorme, di sotto il suo cuscino la notte gli levi la chiave e vada con essa a levare di dentro un cassettone un certo anello che portò la prima donna del-l'ascendenza di sua moglie. L' impresa non è agevole ; ma Carlo le inventa tutte: ei fabbrica un fantoccio e lo inette attorno a un muro in atto di volerlo scassare; un allarme si leva tosto nel palazzo del podestà; tutti si levano e ac-corrono da quella parte ov'è il fantoccio e gli tirano contro. In quella confusione il nostro Carlo si ficca in casa e porta via l'anello. Allora il podestà, vedendo non ci esser via di pigliarlo, Q'acvilisce, e non solo gli perdona, ma se lo piglia in casa e lascia che, nel seno della famiglia sua, ei si goda in pace il frutto delle sue sante fatiche.

GESù E PIPETTA.
Era un muratore per nome Pipetta, che spendeva al giuoco ogni suo guadagno. Una volta volle, per divezzarsi, tardare quindici giorni a riscuotere. Ma, come finalmente ei ricosse