Tradizioni popolari di S.Stefano a Calcinaia

Lastra a Signa - 1894

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vine all'osteria, e dalla contentezza non si tiene ch' ei non iscopra il segreto ch'egli ha. La notte, il tavolino gli viene scambiato dall'oste; ei torna a casa e si vanta a' fratelli del miracolo ch'egli ha portato con sè; ma, alla prova, gli con-clan pigliarsi in pace la berta che i fratelli gli danno. Parte, alla volta sua, anche il secondo de' fratelli, ed ancor esso in-contra il vecchino Gesù che gli si accompagna. Non trovando tuttavia da far fortuna con Gesù, dice il giovine ch'ei vuoi tornare a casa, e Gesù gli regala una pecora marcia, che ha la virtù di versare, per le parti doratane, luigi d'oro. Ma, arrivato alla stessa osteria ove il maggior fratello era capitato, al malaccorto scappa detto del prodigioso animale ch' ei porta con sè; e, la notte, la pecora marcia gli vien scambiata; ei torna a casa ed è burlato anche lui, mentre s'attendeva es-sere portato in trionfo. Parte il minor fratello, e trova an-ch'esso Gesù, e si accompagnano insieme ; ma, viene il tempo in cui il fiocine vuole andarsene, perch' ei non trova a far for-tuna; e Gesù gli lascia per ricordo un bastone cui basta dire: baston, crocchia, ed ei si mette a bastonare per ogni verso,
e resta, percd'ei cessi dalle bastonature. Per via e- ne vuoi far la prova sopra tre ricchi signori : e la prova gli riesce così bene, che i tre signori, purch'ei comandi ai bastone u- cessare, gli lasciano quanto essi hanno. Arrivato all'osteria medesima, ov'erano capitati i suoi due fratelli, ei dice al bastone : baston, crocchia, e il bastone a bastonare senza pietà
e misericordia l'oste ed i suoi. Nè cesserebbe, se l'oste non
affraitnaQp il rendere il tavolino a tre piedi che ai parecchia da sè e la pecora marcia che ha quella virtù che abbiamo }etto di sopra; o il giovine ritorna a casa, pieno di ricchezza