Tradizioni popolari di S.Stefano a Calcinaia

Lastra a Signa - 1894

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TRADIZIONI
la cieca, maltrattano lui e la nuova arrivata, alla quale la
figlia minore soltanto usa riguardo, e il vecchio intanto vien minacciato dalle due figlie maggiori che gli sarebbe incontrato male, se si faceva rivedere il giorno dopo con la giovine cieca. Il di seguente la serpe di il consiglio alla cieca che si faccia pettinare dall'una delle tre figlie: le due maggiori, in-vitate a ciò, la mandano in li con ingiurie; la minore in-vece la pettina con buona maniera e le piovono in mano dai capelli della cieca diamanti e perle.
La cieca principessa riceve quindi in dono dalla serpe una nocciuola, una mandorla e una noce, e ciascuno dei tre doni contiene una meraviglia. Con queste tre meraviglie, la giovine donna si fa guidare alla reggia di suo marito, dove, arrivata, coperto il volto da un velo, Inette in mostra la prima. La regina madre che la vede, vuoi possederla ad ogni costo, e fa domandare alla forestiera che cosa ne richiegga in compenso. Essa dice: un occhio. E le vien portato uno dei suoi, che la regina madre teneva chiuso in un forte castello. La cieca va dalla serpe, che lo aggiusta in modo, ch'ella vegga come prima.
La cieca d'un occhio torna velata alla reggia di suo marito, e mette in mostra la seconda meraviglia, la quale piace tanto alla regina madre, che anco questa ella viu' ad ogni costo far sua. E, fatta richiedere la forestiera del compenso che ne volesse, e inteso che essa ne cercava un altr'occhio, le fece portare dal forte castello dove stava rinchiuso il compagno del primo, cui la serpe rimise a posto, di maniera che, anco per esso, la giovane principessa ritornò a vedere. Il terzo giorno, sempre velata, la principessa reca alla reggia la noce, che contiene la terza delle meraviglie, che erano quarantaquattro pulcini d'oro cori la loro chioccia similmen" d'o••o. La, regia& madre se. ne comp'ac^ cha mai, e darebbe ogni cosa, parchi tal meraviglia diventasse sua. Ma la velata principessa si contenta, per questa volta, di questo solo compenso, che le venga, cioè, conceduto di dormire la notte, nella stanza pizi prossima a quella del re. La regina