Tradizioni popolari di S.Stefano a CalcinaiaLastra a Signa - 1894 |
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madre, ma fa figlia non s'arriva. Del, che prese la matrigna tanto dispetto che risolvette levarsi tosto di mezzo la misera giovinetta, la quale mandò eon due sicari al bosco come se I' itrviasee incontro al padre, prossimo a tornare. Avevano ordine i sicari, tosto che fossero arrivati alla fitta boscaglia, dì cagare gli occhi e la lingua a Caterina e dispogliarla della viste, per portare poi occhi, lingua e veste alla regina quali testimoni del compiuto misfatto. Ma la giovinetta è così bella e sa con parole cosa tenere raccomandarsi, cbe i due sicari non han cuore d' ucciderla e, incontrato un pecoraio, gli comprano un agnello, al quale ca-vano gli occhi e la lingua. Dispogliata quindi la giovine principessa della sua veste, la intridono nel sangue dalli agnello, ch'è sangue gentile, e. raccomandata Caterina a Dio, ritornano dalla matrigna a dirle che la fanciulla è morta per le loro mani. Ma la matrigna, come quella che temeva potesse un giorno discoprirsi is sua percersitb se i testimoni dì essa rimanevano in vita, invece di dar premio ai due sicari, li fece passare sopra un trabocchetti' e ad entrambi, precipita:iil,-li, diede morte. Quindi fece vestire a bruno la città e la reggia annunziando come fossa morta la figlia del re. Nella citai si leva, per quella morte, un gran pianto; ma questo fu nulla in paragone del dolore che n'ebbe il povero re, come appena, nel ritornare, gli fu annunciato, essere morta la sua figlia diletta. Egli, per dolore, svenne e, rientrato in sè stesso, per i' acerba cura, inco ninciÙ a dimagrare e consumarsi. Intanto la nostra Caterina è arrivata in riva al mare e gttìv raccolta da una buona e pia vecchina cha le vuoi boria nell'uscir da casa, pt, accattate, le raccomanda sempre che .t guardi e non apra a nessuno. Un giorno la Caterina se. ne stava alla finestra: renne amata e si riferi il caso alla regina, la quale promise t(to trecento scudi ad uva strega se a questa riuscisse di ' t~ molte ririRnti letterarie di nor,!l:a furcflo yabblieate a Vtot,aa (is krioifo \iItaaaRa |
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