Tradizioni popolari di S.Stefano a Calcinaia

Lastra a Signa - 1894

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Florindo
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TRADIZIONI POPOLARI Dl S. STEFANO DI CALCINALA 129
Un povero giovane, di nome Florindo, andando per il mondo a cercare ventura, arrivò un giorno sotto una reggia. Dalla finestra lo vide la figlia del re, e se ne innamorò : lo fece chiamare, e pregò il padre che gli piacesse di nominarlo suo scudiere. I1 padre la compiacque, ma nei cortigiani maligni non tardò a sorgere l'invidia; i quali, deliberati di volerlo perdere, inventarono un giorno, per metterlo in voce di impostore appresso al re, ch'egli s'era vantato di potere in soli tre giorni far na:;cere intorno alla reggia un giardino meraviglioso, lungo e largo cento miglia. 11 re vuole allora che Florindo mandi ad effetto la sua parola, e benchè Florindo protesti non essere vero niente, e che gli si attribuiscono parole da lui nè dette, nè sognate, il re, messo su dai cortigiani, insiste : Tu l'hai detto in cortesia, 2 vero .eia.
1I povero Florindo allora è costretto a mettersi a))R prova; ma buon per lui ch'egli ha la principessa che gli vuoi bene, e gli passa, non veduta, una mazza fatata con la quale ei fa veramente nascere in quel luogo un giardino lungo e largo cento miglia, che il re non si stanca d'ammirare. Ma i cortigiani maligni soggiungono, al re, Florindo aver detto che gli basterebbe l'animo di far nascere in tre soli giorni, in quel giardino mirabile, una fonte d'aleher,nes, una fonte ,l'aeni~avitP P nna fonte di rosolio. Florindo, interrogato, torna a protestare che non era vero, ma il re non gli dà retta : Tu i' hai detto in e rtesia, vero sia. Conviene dunque al povero Florindo sottomettersi a questa nuova prova : buon per lui che la principessa, figliuola del re, gli viene nuovamente in aiuto con la sua mazzetuliai l'alata, e l'incanto gli riesce. I1
Dalla Teresa figlia del Oargnani.
lui suppongo che la parola cortesia venga adoperata per corte.