Tradizioni popolari di S.Stefano a Calcinaia

Lastra a Signa - 1894

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I tre aranci
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ALESSANDRO DE GUBERNAT1S
la filia moglie, e, invelenita dal geloso dispetto, comanda che l'anguilla sia fatta ammazzare e buttata in un canneto. Ma l'anguilla trasformasi a un tratto in canna meravigliosamente grande e bella, la quale ancora viene portata al principe, che nella canna bella cerca consolarsi della moglie brutta. La falsa moglie ne piglia novella invidia, e vuole che la canna sia fatta in pezzi, ma la canna. a chi gli si viene accostando, grida: Adagio, non far male. 11 che riferitosi al principe, curio-siti gli nasce di sapere che sia: ond'egli, tolto un temperìno, ra con esso ad aprire lievemente, dolcemente, la canna. Ed ecco uscirne a un tratto la sua bella fanciulla e corrergli tra le braccia.
Non mi occorre dir più: la falsa moglie venne fatta ardere. e i due giovani sposi insieme lungamente si godettero

I TRE ARANCI.'
Al figlio del re di Svezia accorse un giorno. ch'ni stava mangiando una ricotta. di tagliarsi co) coltello. E uscitone sangue. e caduto questo sangue nella, ricotta, al principe garbi) tosto quel colore, ond'egli fece disegno d'andarsi cercando nel mondo per isposa una donna che avesse preciso color latte e sangue. Egli a e va e va. Una vecchina gli appare per via, che gli mostra un luogo ov'è una fossa; nella fossa è una locanda, e nella locanda un orco ; e l'orco tiene tre aranci: in ciascuno di quegli aranci è una fanciulla color latte e sangue. 1l giovine arriva e lo riceve l'orchessa, e gli di da mangiare e da dormire- Alle tre di notte il giovine si leva e porta ria un arancio: come egli ha fatto un po' di strada vuoi
' Dal contadino A. o ino Corti, che to odi in veglia ad