A. De Gubernatis-LE TRADIZIONI POPOLARI DI S.STEFANO DI CALCINAIA
Lastra a Signa - 1894
 
Usanze varie - Superstizioni agricole e meteorologiche
 
 

Alcuni contadini, quando sentono il tuono, per impedire la grandine, buttano sull'aia zappe, pale, e altri strumenti agricoli e l'acqua benedetta.
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Altri, invece, dicono la seguente preghiera:
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  ..................................Gesù Nazareno
..................................Liberateci dal baleno;
..................................Santa Barbara benedetta
..................................Liberateci dal tuono e dalla saetta:
..................................Gesù in campo
..................................Liberateci dal tuono e dal lampo.


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  Quando la grandine è già caduta, per farla cessare, mettono un chicco della medesima in bocca al bambino più piccolo della famiglia, e gli fanno fare una croce nell'aria con una delle sue mani.
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Altri invece fanno fare al bambino il segno della croce con un coltello che gli mettono in mano.
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Nella famiglia dei Garigliani, una delle più antiche di Calcinaia, si conservano un ammonite e un campanello, che suonato da un bambino, si crede di grande efficacia per tenere lontano il fulmine.
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Per impedire che un fulmine cada su di un pagliaio i contadini mettono sulla cima di esso una croce fatta con canne, un ramo d'ulivo benedetto e un fiocchetto rosso.
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Sotto il nome di malocchio, i contadini di Calcinaia comprendono le malattie, disgrazie, in altri termini tutto ciò che comunemente diciamo iettatura.
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Per vedere se un bambino ha il malocchio, si prende un piatto con dell'acqua pura, e vi si versa un po' d'olio:
se l'olio si spande, la persona per la quale si fa la prova, ha il malocchio.
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Quando si porta un bambino in fasce a qualche festa, si deve attacargli al collo un fiocco rosso perchè per la strada non gli pigli il malocchio.
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A tutte le piante da fiori si attacca pure contro il malocchio (e il malocchio sarebbe per esse l'avvizzimento) un pezzetto di stoffa rossa.
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Quest'anno poi ebbi agio di osservare in un campo di cocomeri due canne incrociate legate insieme da un nastro rosso; in vetta un guscio d'ovo infilato in una canna:
chiesto ai contadini che significasse ciò, mi risposero che i cocomeri in tal modo non andavano a male.
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Quando una persona va a comprare delle ova per mettere sotto a una gallina non deve orinare per la strada, se no, dalle ova non verrà fuori nessun pulcino.
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Per avere il pronostico sulla nascita di un maschio o d'una femmina, si addormenta una chioccia gridandole chiù; se la gallina s'addormenta bene e per lungo tempo, nascerà un maschio; se si ridesta subito, nascerà una femmina.
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Quando le ova fanno il panno (non sono cioè provviste del guscio esterno ma di una sottilissima pellicola) si prende il panno d'uno di questi ovi e si attacca al catenaccio del focolare dove si lascia per tutta una notte; ciò impedisce che la gallina faccia delle ova simili.
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Quando le donne di Calcinaia fanno il bucato, perchè i panni diventino belli puliti, fanno arroventare la paletta per prendere il carbone sul fuoco, e la immergono per un istante nella caldaia in cui bolle l'acqua pel bucato.
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Il bucato non va fatto, come pure non bisogna seminare quando la luna non è ancora nata, perchè solo
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  ..................................Quando la luna ha avuto il primo Marte
..................................L'è bona per far tutte l'arte

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  Le massaie Calcinaiuole poi, perchè la conserva di pomodoro non prenda il rame, mentre si cuoce, mettono a bollire insieme coi pomodori un fuscello di vite.
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Perchè il pane non bruci, quando lo mettono in forno, fanno con la pala una croce sul forno.
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L'ultima sera di carnevale, per impedire che le fave vadano a male, i contadini accendono dei covoni di paglia e vanno a far lume alle fave gridando a squarciagola:
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  ..................................Lasciala andare, lasciala andare,
..................................L'è l'ultima sera di carnevale;
..................................Mandala a bere, mandala a bere
..................................Alla fonte di' podere

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  TesIl giorno dell'Ascensione, perchè i fagiuoli non prendano la nebbia, si mette in mezzo al campo, dove questi sono piantati, prima del levar del sole, una frasca di pioppo.
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Il giorno di S.Francesco si deve cambiare di vaso ai garofanise se no questi andranno a male.
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Se dal Giovedì Santo al Sabato Santo si digiuna, si libera un anima dal purgatorio.
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Il Giovedì Santo, quando legano le campane, si deve far seminare da una donna incinta delle viole a ciocche:
se questa, appena verranno sciolte le campane il sabato, smuoverà la terra, le viole a ciocche diventeranno doppie.
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Così pure, quando sciolgono le campane il Sabato Santo, si deve andare nei campi ed abbracciare i ciliegi:
questo è un mezzo per impedire che cadano le ciliegie.
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Si racconta che un tal Baldassarre Audiberti, romito girovago del Vercellese, morto nel 1852, piantò 22 croci a Calcinaia:
egli aveva il privilegio che la pioggia non lo bagnava, che, inginocchiandosi in un pantano, non s'infradiciava.
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Predisse che quando le sue croci si distruggeranno, sarà il finimondo.
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Non ne piantò in qualche luogo, perché trovò che la gente non era buona.
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Era povero in canna.
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La notte gli piovevano dal cielo tanti bigliettini che contenevano le grazie ch'egli aveva domandato per gli altri.
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Della Beata Giovanna da Signa, pastorella vissuta nel secolo decimosettimo, si mostra fra Calcinala e Signa la quercia che nacque, quando, sorpresa dal temporale, piantò nel suolo il suo bastone pastorale, invocando la Madonna, e ne nacque tosto una gran quercia, sotto la quale la Beata Giovanna raccolse tutto il gregge.