A. De Gubernatis-LE TRADIZIONI POPOLARI DI S.STEFANO DI CALCINAIA
Lastra a Signa - 1894
 
San Torello - Cacciatore di lupi e liberatore d' indemoniati
 
 

A Poppi, nel Casentino, la memoria del Beato Torello é pur sempre molto venerata.
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Ma neanche i vecchi documenti che esistono, ai quali si vogliono riferire le vite del santo, sembrano distruggere il carattere puramente leggendario della tradizione.
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Di San Torello, nei Bollandisti non si trovano vere notizie autentiche.
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L’autore sospetta anzitutto, arbitrariamente, che il nome di Torello stia per Victorello; narra poi come nell'anno 1662 egli visitò il convento di Vallombrosa.
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Dice aver trovato atti notarili del 1541 relativi al Beato Torello, trascritti da documenti più antichi.
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I Vallombrosani pretendevano averne gia posseduto il corpo; i Francescani lo rivendicavano invece a sè come terziario.
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Altri credono che non fosse ne' Vallombrosana ne' Francescano, ma un semplice eremita.
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Pretendevasi che ,……………… malato accostandosi al sepolcro del santo ne guarisse: ma soggiunge il Bollandista:
Idem Abbas improbare visus est illum subeundi sepulchri ritum, bonum quidem gratumqye Deo : sed qui paulatim (ut fere solent talia) in risum abusumque vertebatur a vulgo parum religioso, ideoque, satius convenientiusque duxit sacrum hoc corpus sub altari, juxta laudatissimam Ecclesiae consuetudinem collocare:quo tamen ex oculis populi subducto, imminui quoque visa ost celebritas cultus.
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Dopo questo primo trasferimento, pare che le traccie delle reliquie del Santo si fossero intieramente perdute quando nel 1507 furono miracolosamente ritrovate sotto la lapide dell’altare, che si trova nella cappella presso l’ abbazia di Poppi : di che fu nella terra gran festa.
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Le reliquie vennero messe in una cassetta chiusa in altra cassa, con tre chiavi, come appare da pubblico strumento notarile di Poppi. • ( Quae capsae cum praedictis ……………… modo sunt intra altare dictae capellae, quae semper appellata fuit et appellatur capella Sancti forem………………………………… sunt, positum eius est hoc epitaphium:
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Hic recubant Divi Puppienste sacra Torelli
................................. Ossa pio genua flectite Coelicolae
...................... Nacque arcere potest procui hine ferrumque famemque
.............................. Et pestem precibus hine removere suis.

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Nel 1583, Eudossio Locatelli scriveva: "Hodie corpus eius positum est in altari satis decoro in ipsa ecclesia praedictae abbatiae".
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La santificazione, con le relative indulgenze per i visitatori delle reliquie del Santo sembra essere avvenuta, se pure avvenne, nella prima metà del secolo XVI.
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Il Wadding, sull’autorità del Loc’atelli, scrittore della seconda metà del secolo XVI, , che allegava antichi manoscritti, fa morire il Santo di Poppi nel 1282.
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Secondo gli Acta ex vetusto M.S. Puppiensi, i Bollandisti compilarono notizie, che si possono ridurre alle seguenti:
Torello, figlio di Paolo. sarebbe nato a Poppi nel Casentino.
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Il padre, tutto immerso ne’ piaceri, trasse il figlio a vita licenziosa; ma un giorno il figlio fu, in modo miracoloso, invitato a mutar vita.
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Mentre andava a bagordi, un gallo volò da una finestra sopra il suo braccio e cantò tre volte, quasi per avvertirlo di liberarsi dal letargo de’ vizi.
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Torello ne rimase scosso, lasciò il mondo e si diede a vita contemplativa nelle selve, dopo essersi prostrato ai piedi dell’ abate di Poppi e aver vestito l’abito monacale.
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Si costrusse nella selva una cella nella quale poteva appena entrare, e coltivò un piccolo orticello.
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Ogni giorno mangiava quattro oncie di pane: questo era tutto il suo pasto.
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Dormiva o notte tre ore su assicelle lunghe quanto il suo corpo; il resto del tempo vegliava e pregava: una dura pietra gli serviva di guanciale e uno strame di pruni di materasso.
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Talora dormiva anche sulla nuda terra.
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A lui apparve più volte il demonio in forma di donna bellissima.
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Torello, per vincere la tentazione, si flagellava il corpo a sangue o si tuffava nell’acqua fredda, fin che si sentisse irrigidire.
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Si strappava talora la barba e i capelli per sentire il dolore e vincere le tentazioni: tal penitenza fece per cinquant’ anni, riducendosi a pelle ed ossa, e morendo nel suo anno ottantesimo.
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I suoi grandi miracoli sono liberare la gente dai lupi, specialmente dal lupo mannaro, dal demonio, e le donne dai dolori del parto; ma di questo ultimo miracolo, che fa ancora invocare San Torello dalle partorienti, e che l’iconologia popolare figura, non trovo traccia ne’ racconti de’ Bollandisti.
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Solo si dice che quando Torello morì: "Fuit mulier quaedam quae sanguinis fiuxum sex annis passa fuerat, nulloque medicorum solatio medicari potuit; cum vero vestimenta corporis Beati Torelli tetigit, confertim sanata est”.
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I biografi di San Torello, per farcelo meglio conoscere, ce lo descrivono con queste minuzie curiose:
Caput erat in hunc modum; capilli inter crispos et planos, vetustate tamen cani; frons lata, calva et plana cum paucis rugis; oculi inter parvos et grossos, erantque inter alboset non tralucentes, coloris aetherei et obscuri: nasus neque nimis grossus, neque nimis exilis, attenuatus tamen versus os; cilia cum paucis pilis., raris et ……… ………… cirris; mentum parvum et recurvum ad os in cuspide habens formulam ad modum parvi foraminis ; cutis et color vultus inter albedinem et rubedinem Dinem, nec nimis carnosus nec nimis macer; loquela vero eius inter grossitiem et exilitatem ; magia tamen ad subtilitatem quam ad grossitudinem declinabat; latus spatalia; corpus longum pedibus quinque, pedes longitudinis unius spanae …… …… mediocris: intuitus inter obscurum et placidum; et stando efficiebatur alacer, amabilis, benignus et gratiosus; manus longae, digit exiles: brachia adeo longa, quod quando stabat rectas et illa extendebat, tangebat facile cum manibus genua".
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In tal forma e figura vuolsi che il Santo sia apparso al pittore che primo lo ritrasse.
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Nella terra d Poppi nel Casentino, alla tomba di San Torello, usa ancora, nel giorno della sua festa, che, secondo i Bollandisti, dovrebbe cadere il 16 marzo, il seguente Responsorio, onde la sua qualità di protettore di partorienti, di cacciatori, di malattie, di demoni e di lupi appare ancora:

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ANTIPHONA
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O Torelle, Protector noster, vota tuorum suscipe fidelium, QUI tuum im- plorant auxilium.
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v. Ora pro nobis Beate Torelle.
v. Ut digni efficiamur promossionibus Christi.
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............................................................. OREMUS
Clementissime Deus, qui Beatum Torellum per Galli cantum a vitiorum somno exctasti et epus meritis Luporum rabiem saepe composcere concea ………………. ………… mantium saporem, et infernalium Luporium insidias superare. Per Christum Dominum nostrum