Il Malmantile racquistato
di
Perlone Zipoli (Lorenzo Lippi)
Undecimo cantare - 56 ottave
Chi mi darà la voce e le parole,
Bastanti a dir la guerra indiavolata
Ond'oggimai darà le barbe al Sole
Bertinella con tutta la sua armata?
Che al ciel gagliarde alzando e capriole,
Farà verso Volterra la calata;
E se d'amor cantò con cetra in mano,
Dirà col ferro il vespro siciliano.
Capitolo senza note
Qui ci vorria chi scortica l'agnello
O se al mondo è persona più inumana,
A descriver la strage ed il flagello
Che seguir si vedrà di carne umana
Ch'io già mi sento, mentre ne favello,
Il tremito venir della quartana;
E n'ho sì gran terror, ch'io vi confesso
Che mai più de' miei dì sarò quel desso.
Sbandiva il gallo apportator del giorno
La notte nera più d'un calabrone,
E il suo buio e quant'ombre ell'ha dintorno
D'ogni e qualunque grado e condizione,
Acciò sicuri omai faccian ritorno
Gli uccei cantando il lor falso bordone
Incontr'al Sol; che in questa parte e in quella
Fa pel lor gozzo nascer le granella;
Quand'infra dame e cavalieri erranti
Ch'al trescone in palazzo erano intenti,
Comparsi un dietro all'altro i duellanti,
Armati tutti due come sergenti,
Si sballò il ballo, andâr da canto i canti
E le chitarre e i musici strumenti
A' propri sonatori e a' ballerini
Divenner tante cuffie e berrettini.