Il Malmantile racquistato
di
Perlone Zipoli (Lorenzo Lippi)
Decimo cantare - 56 ottave
Colei c'ha fatto buio, e che fallita
Paga di sogni i debiti a ciascuno,
Quella che, dianzi tolse al dì la vita,
Cagion che tutto il mondo porta bruno;
Perch'ella teme d'esserne inquisita,
Benchè si chiugga gli occhi per ognuno ,
Per fuggir l'alba c'ha le calze gialle,
Comincia a ragionar di far le balle.
E Martinazza, che di quei balletti
Sarebbe in corte tutto il condimento,
Perchè in un tempo solo, co' calcetti
Ballando, suona al par d'ogni strumento;
Dopo cena per degni suoi rispetti
Prese dagli altri un canto in pagamento,
E sopra un pagliericcio angusto e sodo
Fino ad ora s'è cotta nel suo brodo.
Perocchè, nel pensar che la mattina
Entrare in campo dee alla tenzone,
Fa giusto come quella nocentina ,
Ch'a giorno andar dovendo a processione
Occhio non chiude, e tuttavia mulina
Tantochè'l capo ell'ha come un cestone;
Così la strega in cella solitaria
Attende a far mille castelli in aria.
Infastidita poi da tanti e strani
Suoi mulinelli, sorge dalla paglia:
E data una scossetta come i cani,
La lancia chiede, brando, piastra e maglia,
Perchè il nimico all'alba de' tafani
Vuol trucidare in singolar battaglia;
Ed a fargli servizio e più che vezzi,
Vuol che gli orecchi sieno i maggior pezzi.