Il Malmantile racquistato
di
Perlone Zipoli (Lorenzo Lippi)
Settimo cantare - 105 ottave
Vino tempera te, disse Catone,
Perchè si dee berne a modo e a verso;
E non come colà qualche trincone,
Che giorno e notte sempre fa un verso;
Ond'ei si cuoce, e perchè ci va a Girone ,
La favola divien dell'universo:
E vede poi, morendo in tempo breve,
Ch'è ver, che chi più beve, manco beve.
Se il troppo vino fa che l'uom soggiace
A tal error di tanto pregiudizio,
Chi non ne beve, e quello a cui non piace
A questo conto dunque ha un gran giudizio;
Anzichè no , sia detto con sua pace,
Perch'ogni estremo finalmente è vizio;
E se di biasmo è degno l'uno e l'altro,
Questo ha il vantaggio, al mio parer, senz'altro.
Perchè se quel s'ammazza e non c'invecchia
Ed è burlato il tempo di sua vita,
Almen sente il sapor di quei ch'ei pecchia ,
E tien la faccia rossa e colorita.
Burlar anche si fa chi va alla secchia,
E insacca senza gusto acqua scipita,
Che lo tien sempre bolso e in man del fisico,
Il qual l'aiuta a far morir di tisico.
Capitolo senza note
Però sia chi si vuole, egli è un dappoco
Chi 'mbotta al pozzo come gli animali;
S'avvezzi a ber del vino appoco appoco,
Ch'ei sa, che l'acqua fa marcire i pali;
Ma, com'io dico, si vuol berne poco:
Basta ogni volta cinque o sei boccali:
Perch'egli è poi nocivo il trincar tanto,
Com'udirete adesso in questo Canto.