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5° |
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Desta l'Aurora omai dal letto scappa,
E cava fuor le pezze di bucato;
Poi batte il fuoco, e cuocer fa la pappa
Pel suo giorno bambin ch'allora è nato.
E Febo, ch'è il compar, già colla cappa
E con un bel vestito di broccato,
Che a nolo egli ha pigliato dall'Ebreo,
Tutto splendente viensene al corteo.
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6° |
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Nè per ancora le Ugnanesi genti
Hanno veduto comparire in scena
La materia che dà il portante a' denti,
E rende al corpo nutrimento e lena;
Perciò molti ne stanno malcontenti,
Che son usi a tener la pancia piena:
E ben si scorge a una mestizia tale,
Che la mastican tutti più che male.
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7° |
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È tra costoro un certo girellaio ,
Che per l'asciutto va su i fuscellini ,
Male in arnese, e indosso porta un saio
Che fu sin del Romito de' Pulcini .
Ci è chi vuol dir ch'ei dorma in un granaio,
Perc'ha il mazzocchio pien di farfallini:
È matto in somma; pur potrebbe ancora
Un dì guarirne, perchè il mal dà in fuora .
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8° |
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E perch'ei non avea tutt'i suoi mesi ,
Fu il primo ad esclamare e far marina ,
Forte gridando: oimè! ch'io vado a Scesi
Pel mal che viene in bocca alla gallina .
Onde Eravano e don Andrea Fendesi,
Che abbruciavano insieme una fascina,
E per cibare i lor ventri di struzzoli
Cercavan per le tasche de' minuzzoli,
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