Il Malmantile racquistato
di
Perlone Zipoli (Lorenzo Lippi)
Quarto cantare - 82ottave
Omnia vincit Amor, dice un testo;
E un altro disse, e diede più nel segno:
Fames Amorem superat; e questo
È certo, e approva ognun c'ha un po' d'ingegno;
Perchè, quantunque Amor sia sì molesto,
Che tutt'i martorelli del suo regno
Dicano ognora: ahi lasso! io moro, io pèro;
E' non si trova mai che ciò sia vero.
Capitolo senza note
Non ha che far nïente colla Fame,
Che fa da vero, purch'ella ci arrivi;
Posson gli amanti star senza le dame
I mesi e gli anni, e mantenersi vivi;
Ma se due dì del consueto strame
I poveracci mai rimangon privi,
E' basta; chè de fatto andar gli vedi
A porre il capo dove il nonno ha i piedi.
Capitolo senza note
Talchè si vien da questi effetti in chiaro,
Che d'Amore la Fame è più potente;
Ond'è che ognun di lui più questa ha caro,
E quando alle sue ore ei non la sente,
Lamentasi, e gli pare ostico e amaro.
Perciò riceve torto dalla gente,
Mentre ciascun la cerca e la desia,
E s'ella viene, vuol mandarla via.
Anzi la scaccia, come un animale
Sul buon del desinare e della cena:
Per questo ella talor, che l'ha per male,
Più non gli torna; ovver per maggior pena
In corpo gli entra in modo e nel canale,
Che non l'empierebb'Arno colla piena;
Come vedremo che a Perlone ha fatto,
Che a questo conto grida come un matto.