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5° |
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Per questo mette mano alla scarsella,
Ov'ha più ciarpe assai d'un rigattiere;
Perchè vi tiene infin la faverella
Che la mattina mette sul brachiere.
Come suol far chi giuoca a cruscherella ,
Due ore andò alla cerca intere intere:
E poi ne trasse in mezzo a due fagotti
Un par d'occhiali affumicati e rotti.
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6° |
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I quali sopra il naso a petronciano
Colla sua flemma pose a cavalcioni;
Talchè meglio scoperse di lontano
Esser di gente armata più squadroni.
Spaürito di ciò, cala pian piano,
Per non dar nella scala i pedignoni:
E giunto a basso, lagrima e singozza,
Gridando quanto mai n'ha nella strozza.
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7° |
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Dicendo forte, perchè ognun l'intenda:
All'armi all'armi, suonisi a martello:
Si lasci il giuoco, il ballo e la merenda,
E serrinsi le porte a chiavistello;
Perchè quaggiù nel piano è la tregenda,
Che ne viene alla volta del castello;
E se non ci serriamo o facciam testa,
Mentre balliamo, vuol sonare a festa.
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8° |
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In quel che costui fa questa stampita ,
E che ne' gusti ognun pur si balocca,
L'armata finalmente è comparita
Già presso a tiro all'alta biccicocca.
Quivi si vede una progenie ardita
Che si confida nelle sante nocca :
E se ne viene all'erta lemme lemme
Col Batti e 'l Tessi e tutto Biliemme.
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