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1° |
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Canto lo stocco e 'l batticul di maglia,
Onde Baldon sotto guerriero arnese,
Movendo a Malmantile aspra battaglia,
Fece prove da scriverne al paese,
Per chiarir Bertinella e la canaglia
Che fu seco al delitto in crimenlese,
Del fare a Celidora sua cugina,
Per cansarla del regno, una pedina. |
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2° |
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O Musa che ti metti al Sol di state
Sopra un palo a cantar con sì gran lena,
Che d'ogn'intorno assordi le brigate,
E finalmente scoppi per la schiena;
Se anch'io, sopr'alle picche dell'armate,
Vòlto a Febo, con te vengo in iscena,
Acciocch'io possa correr questa lancia,
Dammi la voce, e grattami la pancia. |
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3° |
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Alcun forse dirà ch'io non so cica,
E ch'io farei il meglio a starmi zitto.
Suo danno; innanzi pur; chi vuol dir dica:
Fo io per questo qualche gran delitto?
S'io dirò male, il Ciel la benedica;
A chi non piace, mi rincari il fitto .
Non so s'e' se la sanno questi sciocchi,
Ch'ognun può far della sua pasta gnocchi. |
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4° |
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Mi basta sol se Vostra Altezza accetta
D'onorarmi d'udir questa mia storia
Scritta così come la penna getta,
Per fuggir l'ozio, e non per cercar gloria:
Se non le gusta, quando l'avrà letta,
Tornerà bene il farne una baldoria ;
Chè le daranno almen qualche diletto
Le monachine quando vanno a letto. |
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