Noi abbiamo già veduto di che natura sia il nano leggendario e com'egli si trasformi facilmente in un gigante. Quando il sole si nasconde nella tenebra e nella nuvola, diviene invisibile come un nano; l'eroe, sotto la cappa fatata, sotto il mantello fatato, ed il nano sono lo stesso personaggio; ma, quando il nano esce dal suo nascondiglio, l'eroe solare fuor della sua cappa magica, si leva gigante nel cielo, e lo invade, dopo avere divorato, con un sol pasto immenso, que' cibi che il mostro teneva nascosti per sè. L'eroe solare s'ingrossa mangiando; al mattino egli appare un gigante luminoso e benefico, d'una forza straordinaria ed invincibile. Alla sera egli ritorna un eroe mortale e allora perde le sue forze, diviene un mostro tenebroso, divoratore d'eroi, spalanca nel cielo occidentale le sue fauci infernali, e siede come un orco vorace, come un drago insidioso, come un perverso centauro, come un titano violento, come un gandharva geloso, come un rakshas crudele, a guardia de' tesori, delle acque, delle principesse rapite.
Uccider quell'orco è forse l'impresa più meritoria dell'eroe solare, che piccolo, tardo, brutto, imbecille nelle prime ore della notte, verso il mattino cresce, diviene agile, bello, intelligente, e vince la sua prova eroica.
Tra il mostro gigante e l'eroe gigante è questa notevole differenza, per rispetto alla loro storia. Se anche, esaminato il mito nella sua prima sostanza, dobbiamo persuaderci che il gigante buono e il gigante cattivo non differiscono essenzialmente, l'immaginazione popolare nel racconto delle gesta del secondo si compiacque assai meno che in quello delle gesta del primo; essa mostrò la sua evidente predilezione per il gigante buono; Indra, nella sua qualità di vento Marut, presso il Rigveda, Hanumant, il figlio del vento Marut, nel Râmâyana, Bhîma, il figlio Vâyu Dio del vento, nel Mahâbhârata, Rustem in Persia, Ercole in Grecia, Sansone in Palestina, Thor in Scandinavia, Sviatogor ed Elia Muromietz in Russia, Gargantua presso i Celti, sono, senza alcun dubbio, tutti personaggi mitici, che riproducono un solo e medesimo tipo eroico, dal quale procedono tutti i mangiatori ed atleti poderosi, ai quali la tradizione popolare attribuì gesta meravigliose.
Vediamo intanto quali sono i caratteri essenziali de' più illustri giganti.
Indra, il grandeggiante che dilata il cielo, ha il nome di
Marutvant, o fornito dei
Marut, che sono la sua forza. Con l'aiuto de' Venti Poderosi, dei Marut che fischiano, scuotono , straziano, Indra, Dio fulminante e tonante, Dio della tempesta, mette a morte i suoi nemici.
Marutpati, o signore dei Marut, egli vien pure chiamato nel
Mahâbhârata. L'
Açvalayanaçrautasûtra chiama
Marutvatîya, o appartenente ad Indra Marutide, il Graha od astro che presiede all'ora del mezzogiorno, all'ora nella quale, secondo l'uso indiano, era il maggior pasto del giorno; quel
Graha era il sole stesso. Graha od astro o pianeta vale l'
afferrante; ed afferrante per eccellenza, per un influsso quasi demoniaco, tenevasi il sole di mezzogiorno. L'astro di mezzogiorno chiamavasi pure
mahendragraha.