www.ilmiopaese.net
La novellina dello sciocco (Pag. 2/9)
Storia delle novelline popolari
Angelo De Gubernatis (1883)

— Allora il signor delle creature raccontò al Sole quel ch'era avvenuto: — Colei, gli disse, raccolta in una la bellezza di Siddhi, di Vriddhi e Lacsmi, di Prabhâ, di Tusti e di Prabhâkari, emerse fuori dalla terra.

— In quella il Sole, presa con occhio d'amore quella graziosa, nata dalla polvere entrata nell'occhio di Brahma, e tutta fulgida, se ne partì di colà.

In capo a qualche tempo, essendo quella donzella tutta altera della sua giovinezza e della sua beltà, ed essendosi un dì bagnata sulle segrete alture del monte Mandara, il Sole così le parlò: — Per virtù della mia possanza ti nascerà un figlio di gran valore, cui non potranno superare in battaglia i Devi, i Dânavi, i Yaksi, con esso i Pannaghi ed i Racsasi, nè porre a morte gli Immortali.

— Conferitole quel dono, subito ci si partì; e, per la sua giovine età fu quella appellata dal Sole Bâlâ.

Ma un dì, nella stagion che è lieta di fiori d'ogni maniera, il fulgido Indra, onorato dalle schiere de' Suri, se n'andava errando tocco da amore; e veduta colei bellissima in tutta la persona, entrò in gran meraviglia.

— Chi sei tu? sei tu, o vereconda, una de' Yaksi, dei Pannaghi, o de' Racsasi? tu rapisci, o cara, l'animo mio; perocchè tu sei degna d'amore.

— E, mosso da divino affetto, ei toccò quella leggiadra colla sua mano fredda al par dell'acqua e così le disse: — Nasceranno da te, o fortunata, due scimi di sembianza divina, conoscitori d'ogni cosa e mutanti forma a lor voglia; tu non avrai a darti affanno; que' due prestanti gemelli saran Bâli e Sugrîva.

V'ha una gran caverna, per nome Kiskindhya, copiosa di frutti e di fiori divini; colà essi regneranno sopra tutti i valenti scimi.

Verrà quivi un uom di grande gloria, per nome Râma, nato nella stirpe degli Icsvacuidi, il qual sarà Visnu in corpo umano; con colui farà alleanza l'un di quei due.

Qui abbiamo una leggenda epica, non precisamente una novellina popolare; i colori della leggenda sono quelli stessi del Râmâyana; l'aurora è diventata Bâlâ madre di Bâli e Sugrîva; Bâlin (detto perciò Sugrîvâgrag'a) è de' due gemelli il sacrificato, è il Polluce tra i Dioscuri; Sugrîva unito con Râma, ossia Râma stesso, lo spegne.

De' due fratelli l'uno è l'imbelle, l'altro il potente; l'uno l'imbecille, l'altro l'intelligente; l'uno dipende specialmente dalla luna, l'altro dal sole.

Ma spesso, invece di rappresentarci due fratelli de' quali l'uno sciocco l'altro furbo, la novellina ci mostra lo sciocco come un finto sciocco, un finto pazzo, che, quando giunge il suo momento propizio, rivela, come Bruto primo, tutta la sua sapienza, o pure come un vero sciocco che impara finalmente la lezione, prende malizia, e compie, alla sua volta, gesta mirabili.

Ma, prima di arrivare a capire, di quanti sbagli esilaranti egli ci deve dare spettacolo!

Il popolo russo crede che i poveri di spirito, i pazzi siano spesso illuminati.

Questa credenza muove forse dall'avere inteso dalle novelline come il più delle volte lo sciocco sia fortunato.

Nelle novelline russe, per lo meno, Ivan Durak (Ivan lo sciocco) od Emilio il pigro, che va a cercar acqua in un barile per sua sorella, a patto che essa le dia un paio di scarpe rosse, finiscono col far buona fortuna.

Ma, prima di procedere innanzi, desidero rispondere ad una obbiezione che m'immagino possa essermi fatta da alcuno di voi.

Sta bene, mi direte, che la bella fanciulla nata dalla polvere dell'occhio di Brahma, raccolta dal sole, sposata da Indra, sia l'aurora vespertina divenuta nella notte Cenerentola; ma la leggenda del Râmâyana non ci dice ancora precisamente che la bella fanciulla, Bâlâ, abbia fatta alcuna sciocchezza.

Se nell'India stessa è già creato l'equivoco tra il fanciullo e lo sciocco, se Manu stesso ci dice che il fanciullo è un ignorante (ag’n’o bhavati vai bâlah), noi non vediamo ancora come nel giovine sole, o nella giovine aurora, l'indiano abbia figurato lo scemo.

Per poter credere che la polverosa Bâlâ, amata dal sole e da Indra, oltre che la bellina, fu pure, da principio, la sciocchina, od almeno apparve tale, gioverebbe, fra tanta ricchezza di tradizioni indiane, trovarne una che rendesse evidente una tale congettura.

Che il giovine sole sia spesso rappresentato come un Dio od un eroe fanciullo, non è dubbio; ma che egli, prima di compier le sue gesta eroiche, siasi nascosto e fatto passare, come l'aurora, sua gemella o sposa predestinata, per scemo, quantunque appaia probabile, rimane ancora a dimostrarsi.

Vediamo dunque di che natura sia lo sciocco della novellina indiana.