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La novellina dei tre fratelli (Pag. 1/9)
Storia delle novelline popolari
Angelo De Gubernatis (1883)

Prima di proseguire la nostra indagine sopra l'origine delle novelline, io v'invito, per un istante, a meditare sopra la figura dell'Ermafrodito, rappresentato così frequentemente dall'arte Greca.

I Greci favoleggiavano ch'egli era figlio di Hermes o Mercurio e di Aphrodite o Venere; che fu educato, come Giove, sul monte Ida dalle ninfe e condotto, essendo egli ancora fanciullo, nella Caria, ove, bagnandosi un giorno in una fonte, la ninfa del luogo, Salmaci, fu presa da così violento amore che chiese agli Dei d'essere congiunta eternamente con esso; e gli Dei l'appagarono facendo de' due loro corpi un corpo solo.

Con questo mito ellenico noi abbiamo certamente simboleggiata la duplice energia della natura, il maschio e la femmina, Deucalione e Pirra, Adamo ed Eva, Yama e Yamî, Pragiapati ed Ilâ, e tutte le altre figure gemelle della prima coppia anthropogonica.

Al primo maschio corrisponde una prima femmina, al primo uomo una prima donna, al primo Dio una prima Dea; e le due virtù si confusero insieme per modo da apparire una sola, e crearci l illusione di un ermafrodito.

I travestimenti eroici dell’eroe divino in abiti donneschi, e dell’eroina in abiti virili, le figure d’Indra, di Argiuna, di Çikhandinî, di Achille travestiti da donna; l'aurora guerriera del Rigveda, la Brâhmanica Dea guerresca Bhagavatî; Çikhandinî; le Amazzoni pontiche; le Valchirie germane e scandinave; la fanciulla guerriera delle nostre leggende popolari e de' poemi epici, sono tutte forme poetiche di quell'ermafrodismo con cui il genio greco seppe plasticamente rappresentarci l’armonia naturale della forza con la grazia, della potenza con la bellezza, e rallegrare, con un sorriso ineffabile, l'austera severità del primo purusha.

Il sole che divenne per noi un essere mascolino, per i Tedeschi rimase un essere femminino; la luna che per noi rimase un essere femminino, per i Tedeschi rimase un essere mascolino.

Da questa confusione di generi, da questo, se mi è lecito chiamarlo così, ermafrodismo del linguaggio, si può facilmente argomentare lo scambio frequente nel mito, e però, nella novellina che ne deriva, tra fratello e sorella.

Nella novellina della Cenerentola, noi abbiamo veduto che le donne sono quasi sempre tre; da una parte la piccola fanciulla che siede nella cenere, dall'altra la matrigna con la sua figlia brutta, o pure con due figlie che le somigliano.

Talora, invece, accade che le rivali siano due sole, la bella e la brutta, oppure la matrigna che perseguita e la fanciulla perseguitata.

Alla novellina delle due o delle tre sorelle, risponde la novellina dei due o dei tre fratelli.

Il terzo fratello e la minor sorella si amano perchè si somigliano.

Io vi accennai già che nell'India, presso Ahalyâ bhasmaçayinî o Cenerentola, abbiano Çiva bhasmaçayin o Cenerentola.

Anche nelle novelline russe e nelle rumane, il Terzo de' tre fratelli è un Cenerentolo.

La novellina d'Ivan detto Pópyaloff, che si racconta nel governo di Cernigoff, ci dice precisamente ch'egli era il terzo de' fratelli, negletto in casa, e che per dodici anni intieri giacque nella cenere della stufa; passati dodici anni, si levò e scosse dalle sue vesti duecento quaranta libbre di cenere; la novellina aggiunge che nel paese abitato da Ivan, per la magia d'un serpente, era sempre notte, e che quando il serpente da Ivan, con l'aiuto de' suoi due fratelli, fu ucciso, in tutto il paese ritornò la luce.

Non occorre molta penetrazione per scorgere in questa novellina un mito, anzi un mito solare, ed in Ivan il sole stesso, che dopo essere stato dodici ore (diventate dodici anni) nella cenere, ossia nella tenebra notturna, la scuote, la dissipa e crea nuovamente la luce.

Come la Cenerentola appare sempre la più giovane delle tre sorelle, la più piccina, la più modesta, ed ogni buona fortuna tocca finalmente a lei, così è il terzo de' fratelli, il più piccino, quello che distrugge sempre il mostro, e libera e sposa la principessa.

Noi abbiamo dunque, propriamente, nella novellina de' tre fratelli soltanto una forma più eroica della novellina delle tre sorelle.

Sostituite all'aurora il sole, allo sposo la sposa, alla sorella il fratello, ed avrete un nuovo intiero ciclo di novelle ricchissimo, e un raddoppiamento di novelline, per questa semplice sostituzione di sesso.