Ma la perversa donna paga sempre il fio delle sue iniquità: quel fuoco stesso che serve ad accendere l'ara nuziale, nel mattino del giorno, quando il sole e l'aurora s'incontrano e si riconoscono, serve pure ad accendere un rogo per la strega.
Così finisce il grande spettacolo apparso al pastore che sogna ancora in cima al monte, e finisce pure la nostra novellina.
Ma io non ho qui fatto altro che risognare il sogno antico, e spero, o giovani, potervelo dimostrare.
Che cosa fa l'aurora nel cielo vedico?
Udiamo il Rigveda.
In un inno vedico agli Dei Mitra e Varuna viene proposto questo indovinello: «La prima delle andanti (padvatînâm) è senza piedi (apâd); chi di voi due, o Mitra e Varuna, indovina questo?
Nel seno porta il peso di lui; egli sostiene ciò ch'è vero ed abbatte ciò ch'è falso. Noi vediamo l'amante andare intorno alle fanciulle; ma non può essere arrivato da esse.»
Chi è quella fanciulla che non ha piedi e che cammina, e quell'amante che non può essere tocco dalle fanciulle ch'egli ama?
L'aurora cammina innanzi al sole, ma nè essa tocca il sole, nè il sole lei; il sole la va presso; essa danza innanzi a lui; ma quando sembrano più vicini, si dividono.
L'aurora vedica fugge sempre via sopra un carro luminoso, rapidissimo, che i due cavalieri celesti, i due Dioscuri, forse suoi fratelli, le imprestarono. Così la Cenerentola, quando termina la festa da ballo, ossia la festa della luce, fugge via nello stesso vasto carro luminoso nel quale è arrivata.
Ma udiamo il Rigveda stesso:
«La luminosa figlia del cielo apparve; perchè si possa vedere, la bella disperde la tenebra e crea la luce; il sole manda tosto fuori i suoi raggi, quando sorge luminosa la stella del mattino.
L'aurora, guidatrice di carri , risplende luminosa sopra un alto carro, sopra un rapido carro di bella forma .
La figlia del cielo spande intorno a sè una chiara luce ; apparve la ricca figlia del cielo, e tutti osservarono l'aurora risplendente . La notte, perchè sia madre del sole, prepara la via all'aurora.
La nera le appresta le stanze. Congiunge, immortali, seguendosi sempre, il giorno e la notte si scambiano i colori.
La via delle due sorelle è la stessa ed infinita; ma, per decreto divino, si seguono perennemente, non s'incontrano, non si fermano mai, l'aurora e la notte, le due belle, concordi ma dissimili.
La luminosa tolse via la pelle nera; la splendida giovane, figlia del cielo, apparve con una veste luminosa . L'una va, l'altra viene; il giorno e la notte, diversi di forma, procedono d'accordo; una delle due sorelle nascose la tenebra; l'aurora risplendette su carro luminoso.
La sorella cede il campo alla sorella maggiore, e s'allontana, alla sua vista .
L'aurora mena via la tenebra della sorella.
L'aurora, scoprendo i confini del cielo, si destò, cacciando lontano la sua sorella .
L'aurora cacciò le streghe, disperse la tenebra.
Così la sorella buona diventa cattiva, e probabilmente lo diventa per gelosia, poichè leggiamo in un inno del Rigveda che ci fu in cielo uno scambio della sposa; che al sole Vivasvant si diede una sposa per l'altra, immortale, la quale era stata nascosta dagli Dei.
L'aurora sembra dunque venire a far le sue proprie vendette, cacciando la matrigna divenuta perversa, la sorella diventata rivale.