Nasce a Firenze nel 1500
e vi muore nel 1571.
Il padre lo vorrebbe musicista,
ma Benvenuto preferisce frequentare le botteghe degli orafi, dove
acquisisce tutti i segreti dell'arte.
Di carattere litigioso e
violento, fu spesso chiamato in causa per risse e omicidi.
Dovette per questo fuggire
sia da Firenze che da Roma, dove fu anche imprigionato in Castel
S.Angelo.
(ClementeVII lo aveva nominato
maestro della zecca pontificia nel 1529).
Successivamente in Francia
alla corte di Francesco I, se ne dovette tornare in patria perché
in contrasto con esponenti della corte.
Finì di nuovo arrestato
e accusato di varie colpe.
In preda a una crisi di
coscienza, manifestò il proposito di farsi prete, ma morì di lì
a poco.
Scrisse un libro di memorie,
e fu autore di trattati sull'oreficeria, la scultura e la pittura.