Nacque
nel 1469 a Firenze da antica famiglia toscana, un tempo signora
di Montespertoli, ma in quel periodo in condizioni non particolarmente
floride.
(Sullo
stemma di famiglia, croce azzurra in campo d'argento, i tre cattivi
chiodi di Cristo, i "mali clavelli").
Il padre
Bernardo giureconsulto, secondo l'uso del tempo si adoperò per
dargli un'educazione umanistica.
Poco si
sa della sua giovinezza.
Nel 1498,
dopo la cacciata dei Medici, inizia la sua attività politica nella
Cancelleria della Repubblica, divenendo funzionario capo della
seconda cancelleria, detta i "Dieci di Balia".
Nel 1500
ha una legazione in Francia presso Luigi XII, arrabbiato
per la brutta figura delle milizie mercenarie concesse ai fiorentini
sotto Pisa, perché a suo dire non pagate e mal nutrite.
E' inviato
anche a Pistoia, Arezzo, e presso il duca Valentino, figlio di
Papa Alessandro VI, nel 1502.
Poi Roma,
nel Trentino presso l'imperatore, in Svizzera.
Licenziato
al ritorno dei Medici nel 1512, si ritirò all'Albergaccio, casa
di campagna nei pressi di S.Casciano, con la sua numerosa famiglia.
Appartengono
a questo periodo, tra l'altro, i "Discorsi" e "Il
Principe", che dedicò a Lorenzo di Piero dei Medici.
Richiamato
da Giulio Medici che governava Firenze, perché si occupasse del
riordino della costituzione, compose il "Discorso sopra il
riformare lo stato di Firenze".
Venne però
coinvolto in una congiura e cadde in sospetto d'antimediceo.
Alla nuova
caduta dei Medici, cercò di tornare al suo vecchio incarico.
Rifiutato,
ormai sgradito sia ai repubblicani che ai medicei, morì nel 1527.