Banchiere
e uomo politico, nacque a Firenze nel 1389, morì a Careggi nel 1464.
Figlio di Giovanni
di Bicci e di Nannina de' Bueri, ereditò una cospicua fortuna
e conquistata la fiducia popolare, si preparò le condizioni per
conquistare il potere.
Priore, ambasciatore
presso i Visconti e Papa Martino V, prese parte nel 1432 al Congresso
di Ferrara.
Fu membro del Consiglio
dei Dieci e finanziò la guerra contro Lucca.
Accusato di mirare
al potere dal partito oligarchico dominante, capeggiato da Rinaldo
degli Albizi, fu dichiarato pericoloso per la repubblica, condannato
a morte e imprigionato nella prigione di Palazzo Vecchio.
Corruppe i giudici,
e la pena gli fu cambiata in 10 anni d'esilio.
Vi rimase solo un
anno, richiamato col favore del popolo nel 1434, dai suoi amici.
S'impadronì rapidamente
del potere facendo mandare in esilio gli Albizi, e piegando gli
avversari con l'arma del fisco.
Privo di scrupoli,
fece vittime illustri come Palla Strozzi e Giannozzo Manetti.
Si scontrò anche col
vescovo
Antonino Pierozzi , allorché pretese le votazioni in modo
palese, per sapere chi gli era contro e vendicarsi, mentre le
leggi repubblicane prevedevano che fossero segrete.
Dopo lotte interne
ed esterne Cosimo assicurò a Firenze un lungo periodo di pace,
e si fece perdonare la sua prepotenza politica con il benessere
che Firenze godette durante il suo governo.
Si adoperò in un intensa
azione diplomatica per impedire la guerra fra i grandi stati italiani,
azione che trovò compimento nella Pace di Lodi del 1454.
Principe di fatto
senza esserne eletto, contribuì in modo rilevante alla nascita
dell'umanesimo, accogliendo da mecenate insigni letterati e umanisti.
(Landino, Rinuccini , ecc.).
Favorì la fondazione
dell'Accademia Platonica e si circondò dei maggiori artisti del
tempo (L. B. Alberti,
Brunelleschi,
Michelozzo, Donatello ,Angelico,
Ghiberti,).
Alla morte fu proclamato
Padre della Patria.
(E' chiamato Cosimo
il Vecchio per distinguerlo da Cosimo figlio di
Giovanni delle Bande Nere, chiamato Cosimo il Giovane, vissuto
un secolo dopo).